IL PARTICIPIO PRESENTE
Il participio presente (al participio passato, del gerundio presente e passato, dell'infinito presente e passato) serve, o dovrebbe servire, a rendere nella forma implicita le proposizioni esplicite (in particolare, le proposizioni relative). In latino, ma anche in quasi tutte le lingue moderne, il participio presente sostituisce la relativa esplicita, allorquando essa abbia lo stesso soggetto della reggente.
In latino: Sulla misit legatos pacem petentes=Silla inviò dei luogotenenti, che chiedessero la pace (e non, come scriverebbero alcuni pennivendoli, "per chiedere la pace", perchè qui il che si riferiche a luogotenenti e non a Silla; dunque, i soggetti di reggente e subordinata sono differenti). Qui, però, ci troviamo di fronte a una relativa che è anche una finale. Ciò vuol dire che i latini usavano il participio presente anche per esprimere una proposizione finale. La traduzione letterale in italiano sarebbe: Silla inviò dei luogotenenti chiedenti la pace.
In inglese: I have an italian speaking teacher=ho un insegnate che parla italiano. Letteralmente: ho un insegnate parlante italiano.
In italiano, il participio presente viene quasi esclusivamente usato come attributo, predicato nominale o come sostantivo. "Qualificante, sconfortante, ricevente, trasmittente, regnante, componente, dirigente, ecc." sono usati come aggettivi o sostantivi a seconda dei casi. Si dice, pertanto, "i componenti della commissione", "i peroranti della causa", e non "i componenti la commissione", "i peroranti la causa", come diversi pennivendoli scrivono, pensando di essere in presenza di un verbo e non di un participio sostantivato.
Mi fermo qui. Analizzeremo, in seguito, l'uso del participio passato, del gerundio presente e passato, dell'infinito presente e passato. Ci sarà da divertirsi. (Cosa sarà ma quel "da divertirsi". Boh! Lo vedremo la prossima volta.
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