LINGUA ITALIANA
VARIAZIONI SUL TEMA
L'ablativo assoluto
Esiste una forma italiana dell'ablativo assoluto latino?
Se dico: La criniera al vento, i cavalli solcavano la prateria.
Cos'è quel "la criniera al vento"? E' una vera e propria proposizione indipendente, cioè per nulla affatto subordinata rispetto alla proposizione successiva. Dunque, una parafrasi italiana di ciò che, in latino, chiamiamo ablativo assoluto. Il verbo sottinteso è il gerundio "essendo" e non, come si potrebbe credere, il gerundio "avendo". Abbiamo, dunque, in questa espressione, due soggetti distinti: "la criniera" è il soggetto della prima proposizione; "i cavalli" è il soggetto della seconda proposizione. Entrambe le proposizioni sono principali, seppur con coordinate e sintatticamente differenti.
I sostantivi "pluralia tantum"
Esistono dei sostantivi aventi solo la forma singolare. Altri hanno solo la forma plurale. Sono, appunto, i cosiddetti "pluralia tantum". Uno di questi è "assise". Molto usato, soprattutto dai pennivendoli (alias "giornalisti") in preda alla boria di esibire una loro presunta eruzione. Peccato, però, che non lo sappiano usare per nulla. Scrivono "l'assise", come se si trattasse di un singolare. Una volta mi è, addirittura, capitato di leggere "le assisi", cioè il plurale di un inesistente singolare.
"Assise" è un plurale. E, pertanto, va usato solo al plurale. Es.: Si sono svolte ieri le assise parlamentari. Oppure: Ho preso parte alle assise congressuali, ecc.
Considerazioni sull'analisi del periodo
"Voglia il cielo!" - "Volesse il cielo!"
"Venga pure a piovere! Io uscirò senza l'ombrello" - "Venisse pure a piovere! Io uscirò senza l'ombrello!"
Qual'è la differenza logica e periodale di queste espressioni?
Analizziamo. "Voglia il cielo!" esprime un'esortazione al cielo. Dunque, è una proposizione esortativa e, come tale, essa regge il presente congiuntivo. "Volesse il cielo!" più che un'esortazione, esprime un mio desiderio individuale, che prescinde dalle reali intenzioni del cielo. Anzi, la mia percezione è che il cielo sia più propenso a non volere che a volere. Siamo, pertanto, in presenza di una proposizione desiderativa (o ottativa), che, come tale, richiede l'uso dell'imperfetto congiuntivo, pur essendo - in termini logici - riferita al presente.
Nel caso di "venga a piovere!" e "venisse a piovere" siamo, invece, di fronte a due vere e proprie proposizioni ipotetiche (l'una di primo grado, l'altra di secondo grado) espresse in modo esclamativo. Sono, cioè, delle proposizioni principali, non secondarie (o dipendenti). Se fossero espresse in modo semplicemente ipotetico (e non esclamativo), sarebbero proposizioni dipendenti. E, cioè, suonerebbero così:
"Se viene a piovere, uscirò senza l'ombrello"; "Se venisse a piovere, uscirei senza l'ombrello".
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